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…pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra…

Tag: Radiohead

“Ad ogni costo” – Vasco, 2009

ad_ogni_costo_dd_piccola

Guarda che lo so
che gli occhi che hai
non son sinceri
sinceri mai
già da quando ti svegli
nanana
tanto è lo stesso
soffro anche spesso

Ma sono qui
amo dirtelo
voglio restare insieme a te
ad ogni costo
ad ogni costo

Guarda che lo so
che gli occhi che hai
non son sinceri
sinceri mai
neanche quando ti svegli
nanana
tanto è lo stesso
soffro anche spesso

Ma sono qui
amo dirtelo
voglio restare insieme a te
ad ogni costo
ad ogni costo

Guarda che lo so
mi tr ad irai
io ti conosco
e lo farai senza neanche rimorso
nanana
tanto è lo stesso
soffro anche spesso

Ma sono qui
amo dirtelo
voglio restare insieme a te
ad ogni costo
ad ogni costo .

“Ad ogni costo” è uscita in questi giorni per lanciare la nuova tournée di Vasco in giro per Italia e Europa.

Ma cosa volete che vi dica? Una cosa è la testa, un’altra il cuore.

La testa mi dice che ci vuole un bel coraggio per andare a prendere un pezzo noto e farne una rilettura (il testo non centra nulla con l’originale), ma farlo con “Creep” dei Radiohead è roba da incoscenti, quindi non mi ha sorpreso che Vasco abbia scelto proprio questa. Viene proprio voglia di parlare dell’originale, il primo singolo di successo scritto da Thom Yorke, troppo ‘convenzionale’ per gli inglesi che negli anni l’hanno sempre meno suonata durante i concerti, il canto disperato di un amore impossibile per un angelo “so fuckin’ special”. Checché ne dica l’autore, un pezzo tra i primi dieci degli anni novanta.

Il cuore mi dice che da quando avevo tredici anni e ho sentito per la prima volta “Colpa d’Alfredo”, la colonna sonora continua a variare, ma c’è sempre solo una costante, la musica del signor Rossi di Zocca. E ogni volta che esce qualcosa di nuovo, è come ricevere la telefonata da un amico che non senti da tanto tempo: anche quando non ha grosse novità da raccontarti, è sempre un gran piacere sentirlo.

Dedicata a Ephrem, il primo ad avermi passato una cassetta di Vasco.

Eccola:


“Sui giovani d’oggi ci scatarro su” – Afterhours, 1997

B0000A9D54.01.LZZZZZZZCalzino bianco va
commuove l’onestà
trovato tecnologico votato martire
cambia la permanente in dreadlocks
che ti cambia il cuore
giocati l’anfibietto in tinta
ti fa far l’amore

ridai i soldi al tuo papà
ridai i soldi al tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

come pararsi il culo
e la coscienza è un vero sballo
sabato in barca a vela
lunedì al leonkavallo

l’alternativo è il tuo papà
l’alternativo è il tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

come pararsi il culo
e la coscienza è un vero sballo
sabato in barca a vela
lunedì al leonkavallo

l’alternativo è il tuo papà
l’alternativo è il tuo papà
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro
sui giovani d’oggi ci scatarro su
sui giovani d’oggi ci scatarro

“Sui giovani d’oggi ci scatarro su” è stata pubblicata nell’album “Hai paura del buio”, uscito nel 1997.

C’è tanta Milano che conosco in questo pezzo. Dopo aver sentito ballate folk raccontare corse “verso la prateria, fra la via Emilia e il West” e ritrarre le “calate dei vecchi moli”, ci vuole il punk per parlare di Milano e della generazione dell’aperitivo. Perchè il punk è sì cattivo, ma soprattutto è cinico e disilluso. E il buon Manuel Agnelli ci prova un gusto assurdo a urlare in faccia al suo pubblico “l’alternativo è il tuo papà”, che, secondo me, è la cosa più divertente e ironica da dire a chi “cambia la permanente in dreadlocks”.

E poi è inutile illudersi che la mia sarà la prima generazione a capire i giovani; prima o poi mi ritroverò anche io a pronunciare quelle frasi che immancabilmente iniziano con “i giovani d’oggi” e blablabla (dai, non ditemi che ancora non vi è successo!). Un buon finale per niente scontato all’inizio di frase più usato.

Dedicata a Edo, che da anni mi riempie la testa con gli Afterhours e i Radiohead:


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