“Bullet With Butterfly Wings” (Smashing Pumpkins), ovvero del 5 luglio 2011

Oggi, 5 Luglio 2011.

Mi piace la possibilità di esprimere un giudizio, e Internet è una manna. Ho notato che il più delle volte le recensioni (di film, libri, musica, tutto) sul web o sono fortemente positive o fortemente negative; i critici ‘ufficiali’ hanno meno coraggio. E’ più divertente (e onesto?) massacrare o innalzare al cielo ciò che ti piace oppure no. Certo, il discorso non vale per chi si prende la briga di distruggere e non ha neanche il coraggio di mettere nome e cognome.

Oggi è stata, francamente, una giornata di merda (a proposito di giudizi oggettivi). E’ triste avere ben chiaro in mente cosa ti provoca fastidio e ancora più nitida l’impossibilità di disfarti del fastidio. E’ come avere le mani legate con uno sciame di zanzare pronte a beccarti sulle caviglie (il prurito più insopportabile). Comunque le spalle sono larghe e non mi stanco a dire ‘avanti il prossimo!’.

“Mellon Collie and the Infinite Sadness” è decisamente uno degli album più incredibili che io abbia mai ascoltato (a proposito di giudizi iperbolici). Billy Corgan è tanto geniale da rendere credibili anche le Hole, ma dopo “Mellon Collie” si è perso; dopo la rabbia, la malinconia e l’infinita tristezza di ogni traccia, era impossibile andare avanti senza ripetersi (e, in quanto artista, Corgan non è uno che si ripete). E alla faccia di tutte le buone intenzioni del mondo, chi non si è riconosciuto almeno una volta nella frase insistentemente gridata in “Bullet with Butterfly Wings”?