“Brown Sugar” (Stones), ovvero del 18 Giugno 2011 – e qualcosa del 17
by Jakeblues
Oggi, 18 Giugno 2011
Oggi festa. Come sempre, tutti mi guardano e mi salutano per nome, e io, come sempre, mi ricordo un terzo dei nomi. Unica soluzione per uscirne e non frustrarmi, è convincermi che il vero problema non sia io, ma siano ‘loro’ (ma perché diavolo devono ricordarsi come mi chiamo?). In tutto questo, un momento di vera solidarietà: “senti scusa, ma proprio non mi ricordo come ti chiami” – “grazie al cielo, ti stavo per dire la stessa cosa”. Grazie fratello ‘continuoanonricordarmiiltuonome’.
Ieri, Venerdì 17, l’aereo è risalito in quota in piena manovra di atterraggio, ha fatto un paio di giretti in cielo e poi si è convinto a toccare terra. Quando si è finalmente fermato, il pilota ha detto: “causa nevischio improvviso, sono stato costretto a interrompere la manovra di atterraggio; scusate se parlo soltanto ora, ma prima ho preferito essere certo di riuscire ad atterrare”. ‘Essere certo di riuscire ad atterrare’?? …’fanculo. Tutto sempre precario. Tutto sempre in bilico.
Oggi, la Chiara deve studiare il riff iniziale di “Sunday Bloody Sunday”, la prima cosa che ho imparato alla chitarra un buon 25 anni fa.
Pensando ai riff del rock, mi sono venuti in mente Chuck Berry e il suo più famoso allievo, Keith Richards. Gli Stones pubblicano “Brown Sugar” nell’album “Sticky Fingers” nel 1971. Little Richards, le cui canzoni hanno riempito i primi album di cover di Beatles e Stones, incide “Brown Sugar” e, anche se da geniaccio ipernarcisista non lo ammetterebbe mai, passa il testimone agli inglesi. Non molto da aggiungere alla recensione di Richie Unterberger su AllMusic.
