“Try a Little Tenderness” (Redding), ovvero del 13 Giugno 2011
by Jakeblues
Oggi, 13 giugno 2011.
La giornata mi ha svuotato.
Ho letto sul Corriere che la mia scheda, come quella di tanti altri italiani all’estero, difficilmente sarà considerata. Due pensieri immediati: ‘ci voleva il Brasile per farmi tornare a votare’, e ‘me lo merito… è come quando non accedi a qualche tua pagina web per tanto tempo e scordi la password’… non ho più ‘accesso’ alle elezioni.
Domani in Paranà.
A Curitiba, quando sbagli strada, puoi girare a sinistra; nel resto del Brasile che conosco, devi girare tre volte a destra. Vorrei chiedere agli abitanti delle vie nelle quali si deve passare per tornare indietro, cosa pensino della brillante soluzione di concentrare il traffico di fianco al loro portone per evitarlo nelle vie principali (più spaziose). In compenso, a Curitiba non è ancora arrivata la campagna di sensibilizzazione, diffusa nel Rio Grande del Sud, “io mi fermo alle strisce pedonali”, quindi, se devi proprio attraversare, tieniti pronta una preghiera per chiedere protezione e una bestemmia per chi ti taglierà la strada.
Clamorosamente svuotato.
Altro che U2, Zeppelin o Stones.. dalla prima volta che ho visto “The Commitments”, le carte false le avrei fatte soltanto per suonare assieme a una scombinata banda di soul dublinese. Qui in basso il classico di Otis Redding, ma non esiste traccia sotto tono in tutta la colonna sonora.
