“E ti vengo a cercare” (Battiato), ovvero del 14 Giugno 2011
by Jakeblues
Oggi, 11 Giugno 2001.
Per le strade di Curitiba, oggi mi ha fermato un signore di circa cinquanta anni, chiedendomi se avevo per caso interesse per l’Italia. Gli spiego che sono italiano e ci presentiamo, Antonio di L’Aquila. Mi dice che vende collezioni di musica italiane, pronte nello zaino, e cerca di stuzzicare il mio interesse proponendomi l’opera omnia dei Pooh in due CD di mp3. A fronte del mio gentile e per lui incomprensibile rifiuto, mi dice che ha anche una raccolta dei ‘quattro anarchici italiani’… intrigante! Si tratta di Battiato, Guccini, Bennato e Branduardi. Non mi perdo in discussioni sul livello di ‘anarchia’ dei quattro e mi faccio raccontare la sua vita di emigrato in cerca di fortuna nel freddo Paraná. Lo saluto con un caloroso abbraccio italiano.
Sto leggendo “The Dome” di Stephen King e mi rendo piacevolmente conto che da trentanni racconta sempre la stessa storia, l’eterna lotta tra bene e male nella provincia del Maine (attorno a Castle Rock succede di tutto!), e che ancora non mi ha stancato. A parte “L’Ombra dello scorpione”, non ha mai scritto libri da portare nell’isola deserta, ma il racconto fila sempre via liscio, la narrativa é convincente e i personaggi efficaci. É come un fumetto di Dylan Dog, un film di Wes Craven, un disco di Springsteen o i panzerotti di Luini; da quando avevo tredici anni non passa giorno che non potrei farne a meno, ma è bello che esistano.
Come è bello sentire l’anarchico (?) Battiato cantare d’amore.
![fisiogn[1]](http://braitaspa.files.wordpress.com/2011/06/fisiogn1.jpg?w=300&h=300)