Playlist

…pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra…

Month: giugno, 2011

“Chega de Saudade” (Joao Gilberto), ovvero del 29 giugno 2011

Oggi, 29 Giugno 2011.

Oggi, sull’aereo da Brasilia, ho notato che tre quarti dei passeggeri erano impegnati con I-Phone, I-Pad e Blackberry, e soltanto uno (oltre a me) stava leggendo un libro (tra l’altro, una qualche minchiata sull’autostima). Da appassionato di Mac e vittima del Blackberry, non mi permetto giudizi. E’ solo che mi ha messo tristezza perché il gusto di un libro, il piacere di sceglierlo, sfogliarne le pagine, sentirne l’odore, scoprire nuove collane… dicevo, sarebbe proprio un peccato che questo gusto andasse perduto.

Il libro in questione era l’ultimo di Hornby, “Juliet Naked”, finito oggi calcolando male i tempi (ancora mancavano due ore all’atterraggio). Mi ha convinto molto di più degli ultimi due dell’inglese, anzi, in alcune pagine diverte e commuove come nelle migliori situazioni di “High Fidelity”. Bravo.

Oggi ho visto Brasilia dall’alto, con il Planalto Central di fronte e le ali ai lati, una città tanto pratica quanto priva di fascino. Nobel alla brillante idea di inventarsi una capitale in una cittè nella quale il clima è impossibile per quattro quinti dell’anno. Tutto questo, naturalmente, senza nulla togliere alla grandezza di Oscar Niemeyer; un artista assoluto, come Chico Buarque.

E a proposito di MPB, “Chega de Saudade” è uno degli standard della Bossa, scritto da Tom Jobim e Vinicius de Moraes e magistralmente interpretato da Joao Gilberto.

“Eduardo e Mônica” (Legião Urbana), ovvero del 27 Giugno 2011

Oggi, 27 Giugno 2011.

‘Perché scomodarsi a scrivere certe cose, si chiese; ma in fondo, “perché scomodarsi” era una domanda che bisognava evitare di porsi piú o meno per qualsiasi cosa arrivasse in Internet, se no tutto quanto si sarebbe sciolto in un nulla di zucchero filato’. Mi sorprende come Nick Hornby riesca a scrivere con ironia e in maniera sintetica pensieri che mi girano in testa e che, per manifesta incapacitá, non riescono ad uscire. É lo sguardo cinico sul mondo di una persona con disperato bisogno di sperare. Appassionato di musica, cinema, libri e calcio, ma (auto)ironico nel descrivere queste stesse passioni nei suoi personaggi.

‘D’altra parte c’era poco da fare con la musica dal vivo. Era quella che era. I locali e le band che ci suonavano non se ne facevano granché, del mondo Apple bianco splendente che c’era fuori; ci sarebbero state sottilette per cena e water intasati fino alla fine del mondo”. Splendido. Il libro é il suo ultimo, ‘Tutta un’altra musica’; lo sto divorando.

Oggi sono a Brasilia, cittá/museo dell’arte di Oscar Niemeyer. Dormo nell’ala ovest dell’aereoplano. Stamattina, il notiziario di Porto Alegre parlava di un fronte freddo che stava colpendo tutto il Brasile, solo che l’impatto non é esattamente lo stesso: a Gramado nevica, qui a Brasilia ci sono 25 gradi. Dopo tre ore di aereo, scendo in una cittá dove si parla la stessa lingua, ci sono gli stessi riferimenti culturali, lo stesso sistema economico e politico: il Brasile é davvero enorme. Milano e Brescia distano cinquanta chilometri, ma giá c’é bisogno di un traduttore.

Visto che sono a Brasilia, non posso che parlare della Legião Urbana. Probabilmente, in ogni paese c’é un gruppo come la Legião, capace di prendere a prestito dall’estero un genere e reinventarselo senza perdere un briciolo di originalitá. Il paragone immediato é con i migliori Litfiba (anche se i generi presi a prestito sono ben distanti). Sono molti i brani che mi hanno colpito, ma continuo a restare profondamente legato a questa semplice storia di due persone totalmente differenti l’una dall’altra, ma unite dall’amore: “Quem um dia irá dizer que existe razão nas coisas feitas pelo coração”.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.