“La Favola antica” – Vasco, 1998

C‘era un volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell’aria
aspettando colui
che l’avrebbe di nuovo narrata
era una favola vecchia
un poco svanita
come un barattolo
di aranciata aperta
ma non voleva rassegnarsi
e cercava di “non dimenticarsi”!
Parlava di una bambina bionda
che non voleva dormire da sola
e la sua mamma poverina
doveva starle sempre vicina
un giorno venne una bella signora
tutta vestita di luce viola
prese la mamma per la mano
e la portò lontano lontano

la bimba pianse 100 sere
poi si stancò
e si addormentò
Quando il mattino
la venne a svegliare
con un bellissimo raggio di sole
vide la mamma poverina
che sotto un albero dormiva
e la signora vestita di viola
disse “non devi più avere paura…
di restare sola”

C’era una volta una favola antica
quasi da tutti ormai dimenticata
che continuava a volare nell’aria
aspettando colui che l’avrebbe
di nuovo narrata
era una favola vecchia
era poco svanita
come un barattolo
di aranciata aperta
e per non essere dimenticata
diventò vera…
diventò! oh oh oh!
….la vita!

Non è mai stata una scelta ‘a tavolino’, ma è sempre semplicemente successo in mezzo alla notte.

Per la Chiara, sette anni fa, fu “La Favola antica”. Lei era la prima, io ero sempre molto stanco perché i primi mesi con lei sono stati davvero duri, e Vasco, che mi aveva svegliato quando avevo tredici anni, mi ha aiutato ad addomentare mia figlia quando di anni ne avevo ventotto.

Non è stata una scelta ‘a tavolino’, è semplicemente successo in mezzo alla notte… e per molte notti dopo la prima.