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…pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo cominciare una chitarra…

Month: luglio, 2009

“You shook me all night long” – Ac/Dc, 1980

backinblackShe was a fast machine
She kept her motor clean
She was the best damn woman that I ever seen
She had the sightless eyes
Tellin’ me no lies
Knockin’ me out with those American thighs
Takin’ more than her share
Had me fighting for air
She told me to come but I was already there
‘Cause the walls start shaking
The earth was quakin’
My mind was achin’
And we were makin’ it and you -

CHORUS:
Shook me all night long
Yeah you shook me all night long

Workin’ double time
On the seduction line
She was one of a kind, she’s just mine all mine
Wanted no applause
Just another course
Made a meal out of me, and come back for more
Had to cool me down
To take another round
Now I’m back in the ring to take another swing
‘Cause the walls was shaking
The earth was quakin’
My mind was achin’
And we were makin’ it and you -

CHORUS:
Shook me all night long
Yeah you shook me all night long
Knocked me out and then you
Shook me all night long
Then you were shakin’ and you
Shook me all night loooong
Yeah you shook me
Well, you took me

(guitar solo)

You really took me and you
Shook me all night long
Oaaaaaahhhhhh you shook me all night long
Yeah yeah you
Shook me all… night… long
Ya really took me and you
Shook me all night long

Yeah you shook me, yeah you shook me
All night loooong!


“You shook me all night long” è stata pubblicata il 25 luglio del 1980 nell’album “Back in Black”.

L’album è il primo dopo Bon Scott, voce del gruppo dagli esordi, trovato senza vita la notte del 19 febbraio 1980 a 33 anni in un auto a Londra; ennesima notte di eccessi, ennesimo referto medico liquidato con “death by misadventure” (come Brian Jones undici anni prima) e ennesima vittima di un anno davvero nefasto per il rock (pochi mesi dopo, John “Bonzo” Bonham faceva a gara con la vodka ottenendo lo stesso risultato).
Il sostituto, Brian Johnson, lo vanno a pescare tra i cantanti che piacevano proprio a Bon Scott, lo trovano coetaneo, inglese invece che scozzese (perché gli Ac/Dc sono australiani come io sono brasiliano, via!), ma, come il predecessore, abituato a fare i gargarismi con le lamette (questa è di Dario).

Il testo di Brian Johnson non è che abbia bisogno di una lettura approfondita per carpirne il significato… direi che dal verso “she was the best damn woman that I ever seen” (geniale) tutto è già molto chiaro.

‘Evergreen’? ‘Must’? … boh, c’è poco da dire: il riff (raddoppiato sia mai che non ti resti in testa subito), il solo del folletto, la sessione ritmica senza fronzoli; tutto è destinato all’headbanging e se non muove dentro qualcosa questa, mi unisco a Butthead nel dirvi che, cazzolina, forse è il caso che passiate al settore new age.

Buon ascolto:

Ricordi

Il fatto è che oggi a Porto Alegre ci sono 4 gradi; ora, da italiano del nord non è che questa temperatura mi crei grossi problemi, non fosse che qui nessuno ha mai pensato all’utilità dei caloriferi e, quindi, ci tocca cercare di contrastare il freddo in casa con uno split e un paio di stufette.

Ogni volta che mi trovo in questa situazione (freddo dentro casa), il mio pensiero vola a un simpatico paesino brianzolo:

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CANZO

RICORDO che quell’anno Cla aveva detto: “organizzo io il Capodanno” e che, da quell’anno, l’ “Organizzazione Gandini” è diventata proverbiale.

NON RICORDO perché gli fosse venuto in mente di portarci lì in compagnia di quel gruppetto di scout; forse aveva qualche storia con qualcuna, ma naturalmente, conoscendolo, non l’abbiamo mai saputo.

RICORDO che quando siamo arrivati (30 dicembre), ho sentito il freddo che faceva e ho visto il gruppetto di scout con i quali avremmo dovuto passare il capodanno in pantaloncini; ho pensato che quel capodanno non me lo sarei dimenticato in fretta (avevo ragione).

RICORDO esattamente come avevano intenzione di passare la serata gli scout, ma assolutamente non mi sembra il caso di parlarne (se state pensato a qualcosa di proibito e trasgressivo siete lontanissimi dalla realtà).

RICORDO esattamente che abbiamo giocato a poker almeno cinque ore per non andare a letto.

NON RICORDO chi ha vinto… ma intanto quando giocavamo c’erano sempre due costanti: Gianni vinceva e io non pagavo i debiti.

RICORDO quella frase in mezzo alla notte accolta da una risata nervosa di tutti: “ma qualcuno sta riuscendo a dormire con questo cazzo di freddo?”.

RICORDO che quella notte abbiamo strafumato.

RICORDO la mattina dopo quando siamo scappati con un bel “baci, abbracci e vaff.” a quel simpatico gruppetto di ragazzi con i calzoncini.

RICORDO che ci siamo fermati due ore a fare colazione per scaldarci e ricordo la faccia di Gianlu di fronte a brioche e cappuccino (pero’, se devo essere sincero, potrei anche confondermi, dato che “quella faccia” Gianlu ce l’ha avuta, ce l’ha e ce l’avrà sempre quando gli portano qualcosa da mangiare).

RICORDO finalmente la notte di capodanno in un altro posto, caldo, una bella cena, vino… tutte le caratteristiche perché tutto andasse bene… tranne la variabile impazzita dell’ “organizzazione Gandini”.

RICORDO che prima di detonare la bomba che si era portato dietro convinto fosse un botto di capodanno, Cla aveva pronunciato la seconda frase ormai proverbiale: “sono troppo sicuro che non rovinerà nulla!”.

RICORDO il fungo atomico.

RICORDO il buco nel campo da tennis.

RICORDO la prima frase dell’Anna (la casa era sua) allo scoccare della mezzanotte: “quest’anno ho già imparato una cosa: mai fidarsi degli amici!”.

RICORDO lo sguardo del Dona (l’Anna era sua), quello di uno a cui sta troppo venendo da ridere ma che proprio non può farlo.

RICORDO la tensione e l’imbarazzo nell’aria in quel momento che sembrava non finisse mai, che sembrava aver rovinato tutta la serata e messo in discussione i nostri rapporti per sempre.

RICORDO che dieci minuti dopo stavamo ridendo e ricominciando a fare i cazzoni come se non fosse successo nulla.

RICORDO che il bello di quelle serate non era il dove, il come, il cosa, perché bastava esserci.

…e non c’è bisogno d’aggiungere altro…

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